Gamestorming

Il Gamestorming è il nome dato ad una raccolta di giochi seri utilizzabili per molteplici scopi. Il nome fa pensare al brainstorming, tecnica per far emergere una serie di idee in un gruppo di persone da discutere e filtrare successivamente. Molti giochi di questa raccolta hanno un obiettivo di questo tipo, ma le possibilità vanno ben oltre, ed includono lo studio di un obiettivo specifico così come l’allargamento del punto di vista dei partecipanti; aiutano a definire un obiettivo comune, ma anche a comprendere meglio il processo messo in atto da un singolo individuo; possono generare nuove idee e stimolare la creatività, o corroborare un piano lasciando solo l’essenziale da una lunga lista di attività.

La principale fonte di ispirazione di questo lavoro è il libro Gamestorming, di Gray, Brown e Macanufo. Gli autori hanno raccolto in quest’opera una lunga lista di giochi seri, molti preesistenti ed altri proposti da loro stessi. Si possono ritrovare in questi giochi molti principi e metodologie pervasivi nella cultura Agile, rendendo questo approccio molto utile in ambienti dove esiste una qualche forma di agilità. Le descrizioni dei giochi sono brevi ed immediate – come sottolineano anche gli autori, per ottenerne il meglio è necessaria esperienza e capacità di adattamento alla situazione, e tutte le capacità di un bravo facilitatore agile.

Come il libro, questo articolo sarà diviso in due parti. Nella prima, riepilogherò alcuni principi importanti da tenere presente in un generico gioco, ed alcuni punti ricorrenti che hanno un impatto di un certo spessore. Nella seconda, riporterò dei brevi esempi di alcuni dei giochi della raccolta, in modo da dare un’infarinatura di cosa si può fare e da permettere al lettore interessato di approfondire i giochi che gli possono essere utili. Il sito web degli autori è www.gamestorming.com

Definire un gioco

Per i giochi seri, ci sono 5 punti di particolare rilevanza che val la pena mettere in evidenza:

  1. Lo spazio del gioco: quando si esegue un gioco, si entra in un modello alternativo della realtà, dove tramite le regole ed i limiti considerati si agisce e ci si muove diversamente da come faremmo altrimenti. Definire tale spazio è il primo punto necessario
  2. Confini: oltre al confine fisico che definisce dove si tiene il gioco, quello temporale è estremamente rilevante e permette di decidere con precisione l’inizio e la fine di un’attività. Su tutto il gioco, questo permette che l’attività non sia invasiva e non occupi un tempo indeterminato della giornata della persona. Spesso è importante anche fissare dei tempi per le parti di un gioco stesso, in modo da tenere una cadenza opportuna per mantenere alta l’energia delle persone, e per permettere un avanzamento programmato del gioco stesso.
  3. Regole per l’interazione: chiaramente, necessarie per definire come i partecipanti possono interagire tra loro
  4. Creazione di artefatti: un altro punto molto interessante, che sottolinea come durante un gioco serio è importante creare qualcosa di tangibile che resti e sia utile perché rimanga traccia di cosa si è ottenuto. Può essere un diagramma con dei post-it accuratamente selezionati, o un documento, o un disegno che rappresenta i valori del gruppo. L’artefatto aiuta a dare un senso di conclusione e a trarre frutti da quanto discusso.
  5. Obiettivi: renderli chiari aiuta i partecipanti ad essere motivati e a mirare sempre ad un goal specifico. Chiaro non vuol dire necessariamente definito metodicamente in tutte le sue parti – soprattutto per giochi che stimolano creatività e nuove idee, l’obiettivo può essere fuzzy (sfocato), ma deve comunque essere dichiarato e stimolare l’interesse delle persone coinvolte.

Apertura, esplorazione, chiusura

I giochi in Gamestorming sono suddivisi in tre categorie, ognuna con un diverso obiettivo. Di fatto, gli autori suggeriscono che solitamente non è un singolo gioco che può portare i maggiori benefici, ma una combinazione di più giochi in sequenza, che eseguono le tre fasi di apertura, esplorazione e chiusura. A seconda dei tempi disponibili e degli obiettivi, si possono combinare anche più giochi in modo più complesso, utilizzando i risultati ottenuti nei primi come punti di partenza di quelli successivi. Analizziamo del dettaglio le tre tipologie:

Apertura

I giochi di apertura sono quelli che servono per scoprire e creare; è la fase che più riflette il concetto di brainstorming. In questi giochi i partecipanti si esprimono liberamente e generano idee in gran numero. E’ la fase adatta alla parte più creativa delle persone, ed è importante far nascere idee e proposte indipendentemente dalla loro fattibilità o validità: ci saranno momenti futuri per scremare e selezionare ciò che è da tenere. Separare la fase creativa dalla parte critica è molto importante, perché psicologicamente è molto difficile generare nuove idee allo stesso tempo cercando tutte le possibili falle. Troveranno particolare beneficio quei gruppi con schemi molti rigidi dove le nuove proposte vengono bocciate quasi a prescindere: con queste tecniche possono emergere molte informazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste.

Esplorazione

In questa fase, l’obiettivo è di far emergere informazioni interessanti da quanto creato precedentemente. Qua c’è spazio per la discussione, per l’individuazione di schemi comuni, per la determinazione dei principali ostacoli e per vedere le cose da un nuovo punto di vista. È anche una fase adatta a sperimentare e fare dei test che permettano di capire meglio i vari aspetti di quanto c’è in gioco.

Introduzione ad alcuni giochi

A seguire, sono descritti in breve i temi principali di alcuni dei giochi descritti nella raccolta. Questa breve selezione è creata con l’intento di mostrare la varietà di strumenti e di obiettivi che possono essere perseguiti con questi strumenti, in modo che il lettore possa poi approfondire le parti per lui di maggior interesse.

Giochi di apertura

Il problema opposto

In questo gioco, i partecipanti sono invitati ad affrontare un problema discutendo le modalità con cui si potrebbe risolvere il problema opposto – ad esempio “Come potremmo dissuadere le persone dal comprare il nostro prodotto?”. Generando molte idee in stile brainstorming e facendo seguire una discussione, si possono trarre molto spunti su come gestire il problema principale. Forse stiamo già mettendo in atto alcuni punti che realizzano il problema opposto, remando contro ai nostri goal? O forse ribaltando alcune soluzioni al problema opposto si possono ottenere idee efficaci per il nostro obiettivo?

La storia di copertina

In questo gioco, ai partecipanti viene chiesto di realizzare un poster con un articolo di giornale che annuncia il grande successo del prodotto che stanno creando. I giocatori dovranno crearne varie parti: il grande titolo, le colonne laterali con gli approfondimenti, e la citazione della frase che ha reso celebre il gruppo. Questo gioco mette i partecipanti i uno stato d’animo creativo facendoli immedesimare in una situazione dove hanno già ottenuto un grande successo, e ponendo i passi per arrivarci in un ipotetico passato, la definizione di questi passi diventa più facile e aperta alle possibilità.

Esiste anche un analogo di questo gioco per individuare a priori gli ostacoli da affrontare in un progetto. Si chiama pre-mortem: in questo gioco, immaginiamo di essere ad una riunione dove il nostro progetto è appena naufragato terribilmente e ci chiediamo: cosa è andato storto?

Il social network a bassa tecnologia

In molti ambienti il contesto sociale riveste un’importanza fondamentale, ma viene trascurato a favore degli aspetti più tecnici del lavoro. Tramite questo gioco, si può sviluppare una consapevolezza maggiore sulle persone che ci circondano. Il gioco inizia con i giocatori che attaccano dei post-it con un loro avatar che rappresenta il loro profilo, e da qua in poi loro simuleranno le interazioni di un social network, riflettendo la situazione reale. Verrà fuori chi è amico di un altro, chi ha interessi in comune, chi ha partecipato insieme a determinati eventi. A seconda del tono e delle possibili connessioni proposte dal facilitatore, questo può essere un gioco per rompere il ghiaccio e conoscersi meglio oppure un modo per capire meglio le interazioni professionali tra i membri della squadra.

Giochi di esplorazione

Intorno al fuoco

Spesso le singole idee emerse nei giochi di apertura necessitano di un’elaborazione e di collegamenti per diventare utili ed acquisire veramente un significato di fronte alla squadra. In questo gioco, i partecipanti sono chiamati a raccontare il loro punto di vista su alcuni brevi temi ottenuti precedentemente in un brainstorming. Dopo ogni racconto, ogni giocatore potrà scegliere una nuova idea da raccontare agli altri, a proseguire il racconto precedente. Le idee ottenute inizialmente e rappresentate su post-it sparsi vengono così via via ordinate e vanno a formare un’unica narrativa. Questo gioco aiuta a capire i punti di vista condivisi o diversi delle parti in gioco, e crea un collegamento tra idee apparentemente scollegate.

Elevator pitch

Questo gioco ha l’obiettivo di determinare, per il prodotto o l’idea che vogliamo realizzare, un elevator pitch – una frase accattivante che dia l’idea in brevissimo tempo di come e perché quello che stiamo facendo è importante. Per costruire la frase occorrono 7 concetti: chi trarrà beneficio dal prodotto, che necessità viene soddisfatta, il nome del prodotto, la categoria di mercato, il beneficio apportato, la concorrenza ed il vantaggio offerto rispetto a quest’ultima. Per determinare questi sette punti, la squadra affronterà una fase di generazione di idee e poi di selezione della migliore per ogni categoria. Questo gioco permette di focalizzare con precisione gli obiettivi chiave di un progetto e di assicurare che i valori in gioco siano chiari. Può inoltre dare spunti interessanti dal punto di vista del business, e stimolare una discussione sull’impatto che il progetto può avere a livello commerciale.

Il punto cieco

In questo gioco, si sceglie un argomento di discussione, e si cerca di migliorare la conoscenza della situazione eseguendo del brainstorming suddiviso in quattro aree:

  1. Cose che sappiamo di sapere: una lista di competenze che abbiamo e di cui abbiamo consapevolezza. Per questo punto, i partecipanti dovrebbero avere molte idee facili da far emergere.
  2. Cose che sappiamo di non sapere: conoscenze che ci sarebbero utili ma di cui non disponiamo. Questi sono i punti su cui tipicamente stiamo indagando per migliorare la situazione.
  3. Cose che non sappiamo di sapere: arriviamo a questo terzo punto, molto meno immediato dei due precedenti. Può capitare che ci siano competenze e conoscenze che sarebbero utili per i nostri obiettivi, ma che per qualche motivo non sono tenute presenti o sfruttate pienamente. Un buon brainstorming su questo può permettere di far emergere risorse inutilizzate che già abbiamo a disposizione.
  4. Cose che non sappiamo di non sapere: anche note come i cigni neri. Questa è la parte più difficile, perché si parla di conoscenze di cui non disponiamo ma di cui nemmeno ci stiamo ponendo il problema. Questo punto coinvolge le informazioni che quando note ci giungono del tutto inaspettate; quelle che ci sarebbero utili ma non vengono cercate, perché nessuno ha ancora pensato di porre la domanda giusta. Questo è il punto più difficile, ma può dare risultati di grande valore

Giochi di chiusura

Matrice di impatto/impegno

Per scegliere cosa portare avanti delle numerose idee emerse e poi esplorate, una prima indagine può essere fatta tramite la matrice di impatto ed impegno. Posizionando ogni possibile attività lungo queste due assi, diventa facile confrontare visivamente quali attività abbiano più impatto di altre, e quali richiedano maggiore impegno. Con varie tecniche, i giocatori saranno chiamati a fare delle scelte e a catalogare le varie proposte. Una volta ottenuta la mappa, le attività che ottengono il massimo impatto con il minimo sforzo dovranno essere prioritizzate rispetto alle altre.

Il test NUF

Il test NUF è una semplice prova per verificare la fattibilità di determinate idee. I giocatori sono chiamati a dare un voto per la serie di idee per quanto queste sono una Novità, sono Utili e sono Fattibili. Oltre a dare un punteggio che esprime il valore percepito di una certa idea, questo gioco può aprire discussioni importanti sulla realizzabilità delle varie idee emerse.

Inizia, smetti, continua

Questo gioco può essere utile per tirare le somme sui cambiamenti da fare alla luce di quanto emerso in giochi precedenti. I giocatori sono chiamati a selezionare pochi elementi per ognuna delle tre categorie;
Inizia”: dovranno specificare cosa scelgono di iniziare a fare, attività o pratiche che risultano come novità per il loro lavoro.
Smetti”: rappresenta quelle attività che sono state individuate come dannose, o perlomeno non valevoli del tempo impiegato – la squadra si dovrà impegnare a cessare queste attività.
Continua”: rappresenta le attività principali che hanno apportato dei vantaggi, e che quindi vanno tenute strette e coltivate.

Conclusioni

I giochi in Gamestorming sono numerosi e dei tipi più svariati, ed esistono anche molte altre risorse che propongono altri giochi seri. Questi nuovi strumenti di lavoro e comunicazione sono potenti, e permettono potenzialità inaspettate nei gruppi che vi si appassionano. Per quanto siano di facile approccio, per ottenere i risultati migliori è tuttavia necessario affinare e migliorare costantemente le proprie abilità – quindi, iniziate a giocare appena potete!